- la quantità di rifiuti
prodotta è aumentata sempre più: nel 1998 era di 424 Kg per abitante
all´anno oggi è di 485 Kg (fonte APAT);
- la Giunta Regionale di destra,
presieduta da Rastrelli, ha varato nel 1997 un Piano che prevedeva 7
impianti CDR (gli impianti che separano la parte bruciabile dei rifiuti
da quella non bruciabile) e 2 enormi inceneritori capaci di bruciare
tutta la spazzatura prodotta in Campania, non rispettando cosí le
indicazioni della legge nazionale che indica che bisogna privilegiare
la riduzione dei rifiuti, la raccolta differenziata, il recupero, il
riciclaggio, il compostaggio;
- la Giunta Regionale, presieduta
da Losco, ha affidato la costruzione degli inceneritori e degli
impianti CDR alla FIBE (del gruppo FIAT), preferendo la sua proposta
perché il costo era più vantagioso e i tempi di realizzazione brevi (1
anno), anche se il termovalorizzatore progettato era di vecchio tipo e
particolarmente inquinante e la legge nazionale impone che bisogna
scegliere innanzitutto la tecnologia meno inquinante;
- Bassolino ha utilizzato le
ingenti risorse economiche date alla Campania per costruire i 7
impianti CDR e il termovalorizzatore di Acerra per pagare
profumatamente consulenze e per assumere centinaia di lavoratori per la
raccolta differenziata senza farla poi partire e senza costruire
impianti di compostaggio dove trasformare i rifiuti organici in
concime;
- i cittadini di Acerra hanno
cercato di bloccare la costruzione del termovalorizzatore che, essendo
di vecchio tipo e 5 volte piú grande dei normali inceneritori, non li
rassicurava sulla tutela della loro salute;
- gli impianti CDR, entrati in
funzione, invece di produrre cdr (combustibile da rifiuti) e fos
(frazione organica stabilizzata) hanno prodotto da una parte milioni di
ecoballe, che non sono bruciabili perchè contengono rifiuti
putrescibili, dall´altra migliaia di tonnellate di materiale organico
non stabilizzato e quindi anch´esso putrescibile. Tale materiale si è
andato quindi accumulando presso gli impianti e siti di stoccaggio
"provvisorio";
- la magistratura ha aperto
inchieste su tutta questa situazione ponendo varie volte sotto
sequestro il cantiere di Acerra e gli impianti cdr, determinando così
ogni volta l´accumulo di rifiuti per strada. Sulla basa di tali
inchiesta si è dovuto modificare il progetto del termovalorizzatore di
Acerra per cercare di renderlo meno inquinante e conforme agli standard
europei;
- i Commissari straordinari di
governo succeduti a Bassolino. per risolvere l´emergenza, hanno aperto
vecchie discariche (spesso sequestrate dalla magistratura perché
contenevano rifiuti tossici smaltiti illegalmente dalla camorra), senza
fare niente per risolvere alla radice il problema. L´apertura di
discariche dichiarate definitivamente chiuse o la proroga delle date di
chiusura stabilite ha fatto perdere la fiducia delle popolazioni nelle
promesse dello Stato;
- in questa situazione di sfascio
la camorra ha potuto continuare a smaltire illegalmente rifiuti tossici
e nocivi provenienti da tutt´Italia sia in discariche che avrebbero
dovuto contenere solo rifiuti non tossici, sia in discariche abusive,
aiutata in questo anche dal testo unico delle leggi sull´Ambiente
varato dal Governo Berlusconi che, declassando una serie di reati, ha
reso più difficile l´azione della magistratura (intercettazioni
telefoniche ecc.).
Cosa si dovrebbe fare per risolvere il problema rifiuti?
- ridurre la produzione di rifiuti con
norme nazionali e regionali che penalizzino l´eccesso di imballaggi, i
prodotti a perdere, i materiali difficilmente smaltibili;
- organizzare un´efficace sistema di raccolta differenziata non
solo di carta, plastica e vetro, ma soprattutto della frazione umida
(cioè la parte putrescibile) e dei rifiuti tossici (vernici, solventi
ecc.). La raccolta differenziata è il presupposto non solo del
riciclaggio, ma anche della possibilità di smaltire i rifiuti negli
inceneritori o in discarica, perché la frazione umida non è bruciabile
ed è pericoloso smaltirla in discarica. Inoltre più è completa e
selettiva la raccolta differenziata e più i rifiuti diventano una
risorsa che può fare guadagnare e, quindi, ridurre la tassa sui
rifiuti. Tale sistema deve prevedere controlli, multe e incentivi e
deve essere chiaramente spiegato alla popolazione. Il sistema più
conveniente è un sistema misto con raccolta porta a porta e "isole
ecologiche";
- costruire un sufficiente numero di impianti di compostaggio dove
trasformare la frazione umida in concime (la Campania ne è quasi priva,
mentre altre regioni ne hanno decine e decine - p.es. la Lombardia ne
ha 79) (fonti: Commissariato Straordinario per i Rifiuti: Piano Rifiuti
2007; APAT: Rapporto Rifiuti 2006)
- attrezzare alcune discariche ex novo in
luoghi idonei (es. quelli segnalati dai geologi dell´Università di
Napoli) per superare l´emergenza senza avvantaggiare la camorra e avere
il tempo di trasformare gli attuali impianti cdr in efficienti impianti
per il trattamento meccanico biologico (che producono cioè frazione
organica stabilizzata, materiali da riciclare e inerti da utilizzare
per bonificare cave o produrre materiali per edilizia).
I termovalorizzatori non sono la soluzione perché non
possono bruciare la frazione umida dei rifiuti (pari al 40%) né
l´inerte (sabbia, metalli, vetro ecc. che ammonta al 10-15%) e non è
conveniente che brucino carta e plastica ,
il cui riciclaggio è molto meno inquinante e più conveniente dal punto
di vista del risparmio energetico (riciclare plastica fa risparmiare il
doppio dell´energia che si ricava bruciandola) ed anche dal punto di
vista economico. Infatti il costo dell´energia elettrica prodotta è
superiore a quella prodotta da petrolio, metano, eolico, idroelettrico
e solare a concentrazione (fonte: ANEA) e la convenienza è solo degli
imprenditori che possono intascare anche i 55 euro per ogni tonnellata
bruciata, perchè la legge italiana considera l´incenerimento dei
rifiuti un´energia rinnovabile da sostenere economicamente.
Si deve ricordare inoltre che i
termovalorizzatori producono ceneri e fanghi (pari a quasi il 30% in
peso dei rifiuti bruciati) da smaltire poi in discariche e quindi non
sono un sistema per eliminare il ricorso alle discariche.
La strategia che abbiamo indicato
è perfettamente in linea con le direttive europee e con quanto si va
facendo in molti Paesi europei: in Austria
il 64% dei rifiuti è riciclato, il 23% va in discarica e solo il 13% è
bruciato; in Germania il 71% è riciclato, il 14% va in discarica e il
15% è incenerito (fonte: European Topic Centre on Resource and Waste Management 2005).
Comitato Allarme Rifiuti Tossici
http://www.allarmerifiutitossici.org