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Tantissimi giovani da tutta Italia a Napoli con Libera

Napoli  21 marzo - Circa 150mila persone, secondo le stime degli organizzatori, hanno partecipato oggi a Napoli alla 14a edizione della 'Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie", promossa da 'Libera. Associazioni, nomi e numeri
contro le mafie', per ricordare tutte le vittime innocenti delle mafie e rinnovare in nome di quelle vittime l'impegno di contrasto alla criminalita' organizzata.

Un abbraccio ad una citta' piena di attenzione per quanti si impegnano tutti i giorni nel combattere la corruzione, la criminalita' e le mafie'. Questo il saluto rivolto dal presidente di 'Libera' don Luigi Ciotti.
I nomi di magistrati, imprenditori, sacerdoti, appartenenti alle forze dell'ordine, giornalisti, esponenti politici, sindacalisti, giovani e donne caduti per mano delle organizzazioni criminali sono stati scanditi nel corso di tutto il corteo che e' sfilato lungo via Caracciolo arrivando in piazza del Plebiscito dove e' stato allestito un grande palco. In testa al corteo molti familiari delle vittime di mafie, al collo le foto dei loro cari di cui, in molti casi, ancora non e' stato individuato l'omicida materiale. Sono in cinquecento, in rappresentanza di tremila famiglie.

'Alle mafia, alla camorra, al crimine dico: fermatevi, ma che vita e' la vostra? Ne vale la pena?'. Don Luigi Ciotti grida questo appello dal palco di Napoli, 'Vi aspettano carcere, clandestinita', tanti morti - ha continuato - se avete beni ve li confischeremo tutti, e vi porteremo tutto via quello che avete'. 'Fermatevi, alla fine cosa vi resta? Come giustificate il male che fate agli altri? La vostra e' una condanna a vita - ha concluso - non puo' essere questa la vita. Non basta pentirsi ogni tanto, bisogna convertirsi'.

Quando la testa del corteo arriva a Piazza Plebiscito, la coda è ancora alla Rotonda Diaz. Un serpentone di 2 chilometri e mezzo, allegro ma silenzioso. Sul palco si alternano i familiari delle vittime e rappresentanti delle istituzioni cittadine a leggere i nomi delle quasi 500 persone che hanno perso la vita a causa della criminalità. A sorpresa, sul palco è salito anche Roberto Saviano:
tocca a lui chiudere il lungo elenco, tra cui anche i nomi dei sei immigrati ghanesi uccisi nella strage di Castelvolturno lo scorso 18 settembre dai Giuseppe Setola e dai suoi sicari.

Oggi siamo qui per ripetere che occorrono meno parole e più fatti». «Questa è soprattutto una
giornata di impegno e tutti i ragazzi che ci sono qui intorno sono il segno di una fortissima speranza». Lo ha detto il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino. «La veglia di ieri in ricordo di don Peppino Diana - ha
detto il sindaco - ha trasmesso la sensazione viva di quanto Napoli abbia sofferto. C'è voglia di pulizia, di civiltà, Napoli è sempre stata una città civile». «Questa città - ha concluso il sindaco partenopeo - deve
poter sviluppare tutte le sue energie, libera da interessi malavitosi perchè il governo della città deve essere nelle mani dei napoletani e non sotto il controllo della camorra». In piazza anche il presidente della Regione, Antonio Bassolino che dice: «La camorra e la mafia non sono invincibili, non sono eterni. Da questa manifestazione arriva un messaggio straordinario di speranza e di fiducia, e questo non era
scontato. La risposta di Napoli e della Campania sono straordinarie, come l' energia messa in moto oggi da questa terra e da questo paese». Il governatore sottolinea l'importanza della costanza nella guerra alla criminalità organizzata: «La parola d'ordine è continuità. Contro la camorra e la mafia bisogna combattere 365 giorni all' anno, perchè 365 giorni all'anno agisce la criminalità organizzata».

Un lungo applauso ha accompagnato il discorso di Alessandra Clemente, figlia di Silvia Ruotolo, giovane mamma uccisa dalla camorra mentre accompagnava i figli a scuola. "Aveva 39 anni - ha detto la ragazza tra la commozione dei presenti sul palco - è stata uccisa senza alcuna logica e spiegazione. Occorre trasformare la rabbia in qualcosa di positivo. Quello che abbiamo vissuto non deve capitare più a nessuno. Impegnarsi per la memoria non è né stupido né inutile. Voglio ringraziare tutti e finalmente
lo posso dire grazie a Napoli".


Written By: xenia
Date Posted: 22/03/2009
Number of Views: 241

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